
Verso l’unità
25.08.2025 a cura di Alessandra Pizzi
il Caffè coi Numeri di oggi nasce da questa domanda:
“Vorrei sapere se i numeri che ognuno di noi non ha nella propria mappa è bene integrarli, per esempio nei periodi dell’anno quando capitano, oppure se ognuno è su questo mondo per affrontare le proprie sfide e va avanti coi numeri della propria mappa”
Una bellissima domanda che porta l’attenzione su più aspetti:
Il primo e fondamentale è che le unità vanno continuamente collocate all’interno di un’altra più ampia unità che è la decade.
I numeri ci insegnano ad osservare continuamente la parte e l’intero, significa che caratterizzo l’archetipo come intero e al contempo come parte di un intero ancor più vasto che è la decade. Che è a propria volta parte di un intero ancor più vasto.
Sarebbe come dire: sono in questa casa, che è in questo stabile, che è in questa via, che è in questo paese, di questa provincia, di questa regione, di questo stato, di questo continente, di questo pianeta, di questo sistema solare, di questa galassia, e potremmo andare oltre… torniamo indietro, da quel braccio della galassia al nostro sistema solare, al nostro pianeta, a questo continente, a questo stato, in questa regione, di questa provincia, in questo paese, in questa via, a questo stabile, nella stanza in cui sono.
Potremmo farlo con il nostro corpo e con le parti membra, sistemi, organi, tessuti, cellule che compongono questo intero che noi siamo.
Questo è un insegnamento importantissimo perché, quando riesce ad arrivare a coscienza, si accende e trasforma completamente la visione e inevitabilmente, spontaneamente e senza alcuno sforzo o induzione dissipa tanta conflittualità. Perché in quel preciso momento si comprende come ovvietà che è rivolta a se stessi, in quanto parte di un più ampio intero, l’umanità. E anche che, se agisco su di me in quanto parte, agisco sull’intero e che è insensato rivolgermi con giudizio o condanna all’esterno come se non mi riguardasse. Non disperdo più energia e so da dove iniziare per fare cosa e soprattutto so perché. Una presa di coscienza che cambia l’atteggiamento, le scelte, la vita.
Per l’altro aspetto torniamo alla decade e ai suoi tasselli, le unità: ciascuno di essi è fondamentale per completare l’esperienza.
I numeri assenti in Mappa, che nella griglia di Coates vengono chiamati “lezioni karmiche”, sono le parti della personalità che arriviamo alla nascita con il progetto di integrare. Quindi i numeri che mancano nella mappa fanno parte di quello che si può definire il nostro personale cammino delle sfide, che possiamo aver già integrato in tutto, in parte, per nulla. E come suggerisce questa amica è possibile, proprio nei momenti in cui quei numeri sono presenti come forze attive, accogliere l’occasione per lavorare su quel tema.
Dunque, è vero che ciascuno di noi ha dei focus particolari derivanti dalla Mappa.
Ad esempio: abbiamo detto che agosto è caratterizzato dalla sfida 1, oggi doppia. La sfida 1 rappresenterà un aspetto dominante in questo periodo per tutti, e ancor di più se rappresenta già una sfida nella nostra Mappa.
Restiamo sull’esempio della sfida 1 nella propria mappa numerologica: ecco che un mese come questo chiederà di lavorare su questo tema e se ho già lavorato tanto su quella energia (perché siamo chiamati in qualche modo dai fatti della vita che attira a sé le esperienze di cui abbiamo bisogno per integrare e trasformare i vizi di quell’archetipo nelle sue virtù) non sarà più un aspetto sfidante come all’inizio, quando magari faceva esplodere o rannicchiarsi, perché poi la sicurezza se ne va completamente…
A mano a mano che, anziché reagire e considerare le provocazioni delle seccature, comincerò a riconoscerle come banchi di prova, ecco che quelle oscillazioni tipiche di questa energia, cominciano a stabilizzarsi, si equilibrano, e magari quando arriva la provocazione, quando viene a bussare la porta, la riconosco. E nel momento in cui la accolgo, la vedo, so che mi riguarda e non la giudico, non la condanno ma sto con quello che c’è, sento che c’è un movimento dentro e sto, è come tenere un attimo la posizione per riconoscere quello che si sta muovendo e da quel punto, da quel centro, ecco che posso scegliere qual è la giusta azione per me in quel momento. Lascio lo spazio alla creatività, a quella coscienza di interconnessione e troverò un modo altro che mi lascia uno stato di levità. Anziché privarmi d’energia me ne ha donata.
Certo magari non riusciremo ogni volta o non riusciremo a completare tutto il progetto che la mappa sottende, non fa niente, non preoccupiamoci ma occupiamoci di andare avanti con questa disponibilità, prendendoci la responsabilità di quello che c’è, e prendendoci anche la autorevolezza, nella nostra esistenza, di discernere.
Compreso quello che abbiamo appena condiviso! Ti torna? Non ti torna? Ognuno col proprio setaccio, ognuno con la propria forza discernente. È un potere fondamentale da recuperare, perché lì dentro ci sta tutto il nostro potenziale, il nostro potenziale creativo, il nostro potenziale di dire sì e di dire no e di trovare la via che non sia indotta mai da nessuno per programmare uomini-macchina ma sempre con l’intelletti accesi, luminosi e amanti, e con noi al timone.
Vi abbraccio forte, grazie e buon proseguimento
Alessandra
L’immagine della galassia viene dal web



