
08.08.2025 progetto levità
a cura di Alessandra Pizzi
Buongiorno a tutti, ci troviamo anche oggi perché è proprio interessante osservare i ritornelli che generano le combinazioni dei giorni e quello di oggi porta un’energia particolare, dalle nostre parti si dice “c’è l’aria riccia”. O meglio, può esserla perché naturalmente dipende da come ciascuno di noi vive le energie attive – in base alla propria mappa, in base al lavoro che ha svolto, eccetera eccetera.
C’è una particolarità che si può attivare quando 7 e 8 sono insieme che ora vediamo.
Oggi l’8 è nel giorno, nel mese e nel mese universale e 7 è nel numero del sole (quindi 8+8, giorno + mese), nel dono (le ultime due cifre dell’anno 25 2+5=7) e nel destino, deriva cioè dalla somma di tutta quanta la data. Possiamo quindi osservare la presenza sovrana di queste energie che, unite, possono sviluppare una tendenza reattiva alla critica, al giudizio, alla intolleranza, alla insofferenza e a questo si aggiunge il fatto che la sfida, come abbiamo detto ieri, di tutto il mese di agosto è l’1, che sarà doppia nei giorni 7, 8 e 9 cioè un po’ rafforzata.
Ricordiamo che per sfida si intende la provocazione possibile, alla quale posso rispondere in vari modi: o cedo alla provocazione o la gestisco e faccio esperienza, è così che diventa la grande forza che porterò dentro di me. Ricordo una frase che un’amica in Messico citava spesso del suo maestro di astrologia “Nada es bueno. Nada es malo. Nada es para siempre.” Questo è lo spirito che anima questo cammino, non c’è dualità (giudizio, separazione) pur facendo riferimento alla polarità di manifestazione, infatti, quando parliamo di un numero in luce o in ombra, ci riferiamo a una partenza – che può essere sfidante – e ad un progetto evolutivo che è quello di portare quell’energia verso la pienezza dei suoi talenti. Questo soltanto è il senso del nostro viaggio, proprio per non nutrire ma contribuire alla disgregazione della matrice della separazione e del giudizio e muovendo verso la coscienza d’unità, dell’essere uno e al contempo parte d’un più vasto intero.
Ecco perché serve osservare cosa si sta muovendo oggi in noi, quel che si attiva espanso da queste energie. E questo vuol dire che sviluppo la presenza, che sviluppo l’osservatore. La frase che abbiamo condiviso ieri “ogni giorno è un buon giorno” e “quando c’è la pioggia, ascolta la pioggia” non è altro che la presenza: una pienezza e una presenza totale nella nostra esistenza. È il progetto, ovviamente, e i lavori sono in corso. Quando riconosco cosa si attiva e scelgo che risposta dare dopo esserci stato dentro per quello che serve, ecco che si attivano spesso delle sincronicità di conferma. Naturalmente serve essere attenti e riconoscerle, ci si allena, come andare in palestra. Riconosco le sincronicità, muovo scegliendo qual è l’azione, e lì osservo qual è lo stato interiore che si produce, perché lì in quella levità, nella pacificazione, nel grande sì che spande, noi abbiamo l’altra conferma totale della giusta azione. Sapendo che è la giusta azione, per me, adesso, fatto che non è per sempre ma muterà.
Un abbraccio, buon lavoro, buon proseguimento e grazie per aver ascoltato fino a qui.
Alessandra



