
Lungo la via del cammino interiore, coi numeri
a cura di Alessandra Pizzi
(versione audio in Scuola Numerica canale telegram)
Buon 06.02.2026 a tutti,
prima di entrare nel merito della data che si presenta con una sorta di particolare simmetria, ricordiamo i passaggi fondamentali del Cammino dei Numeri, che è uno dei più efficaci lungo il cammino interiore, ovviamente in base a ciò che ne facciamo, come tutto.
Per chi si ferma a capire diventa un gioco didascalico, molto semplice lo può fare qualunque computer, metti insieme dei dati che combini in un dato modo, gli dai dei significati, si genera una frase. Che quando hai finito di leggere non sai nemmeno cos’hai letto, non è sceso, non è arrivato. Infatti, il passaggio successivo è quello della comprensione: non sono più semplicemente dei contenuti combinati ma sono significati che producono dentro di me qualcosa perché gli ho fatto spazio, diventano parte di me in quanto com-presi.
Poi c’è la parte che invece produce un’espansione di coscienza cioè quei certi significati mi danno una più ampia percezione di realtà, molto più libera rispetto a quella che avevo in assenza di quella conoscenza, poi comprensione e dunque espansione di coscienza.
Quell’iniziale grado di percezione che mi faceva sembrare reale qualche cosa che era parziale, una “mia” realtà, per nulla assoluta.
La priorità del cammino dei numeri è affiancare il cammino interiore per arrivare per gradi a espandere la coscienza e così poter sentire la realtà molto più espansa e molto più vicina a quella unitaria dell’assoluto. Ma se resto nel primo step – da cui peraltro è necessario partire – sono ancor più nel relativo e utilizzerò quelle conoscenze per etichettare qua e là. Semplicemente sono ancora nella separazione, non ho fatto l’altro balzo ma non fa niente, lo spirito è immortale, c’è tutto il tempo perché non esiste tempo per lo Spirito e troverà come ripetere la scena per comprendere quel che mi ero persa.
È dunque in base al nostro grado di coscienza ed al momento che stiamo vivendo che possiamo riconoscere una data, come una mappa.
6 nel giorno e 2 nel mese generano 8 come numero del sole che si specchia nel 26 del dono, di nuovo 8 solo con i costituenti invertiti. In mezzo 20, uomo totale. Tutto in potenza. Sfida principale 1 (come si farà sentire con tutti quei 2 nella data?) e 9 il destino.
Cosa ne faremo?
Amore o sacrificio?
Dubbio o grembo?
Gendarme, giudice impietoso sentenziante o sovrano illuminato?
Qual è la via di liberazione? Mi libero dalla divisione trascendendola?
Come essere Armonia?
Se ci guardiamo attorno vediamo quei due gendarmi gli 8 giudici implacabili che impietosi sentenziano, vediamo piuttosto dubbio, contrapposizione e conflitto e qualche martire.
A questo esterno che risposta diamo?
Perché sono anche dentro di noi, che è l’unico posto dove abbiamo la possibilità di compiere quest’opera di trasformazione e sto nella separazione sono sempre più distante dal sentire unità del tutto. Che è quello che questa via ci insegna. Parte e intero: ogni singolo numero è intero ed è parte, della decade, di una data, di una mappa… e il progetto della nostra esistenza è comprendere che siamo parti di questo intero. Quindi non c’è separazione ci sono semplicemente differenti gradi di sentire.
Un meccanico non è bravo perché sa scomporre le parti e le descrive perfettamente nel loro funzionamento e scopo, è bravo se sa riparare quel che non funziona e fa sì che l’intero, la macchina funzioni.
Così è per un bravo medico. Mentre si seziona, ci si specializza, poi l’intero si distrugge perché ci si è fissati sulla parte.
Tocca a noi riprendere queste Verità e portarle nella Vita. Vita vera, di tutti i giorni, nelle opere che ciascuno è chiamato a compiere tutti i giorni tutto il giorno.
Allora con questo Amore che apre e chiude il codice d’oggi, con le sue vibrazioni che esistono comunque, che lo si sappia o no – ma che conoscendolo lo espandiamo perché acceso anche solo dall’attenzione portata – ecco con questo Amore tornano le parole di Sant’Agostino:
Ama e fa ciò che vuoi
Ama e fa ciò che vuoi
se tu taci
taci per amore
se tu parli
parla per amore
se tu correggi
correggi per amore
se tu perdoni
perdona per amore
Così ha lasciato detto, e così possiamo cercare noi di avvicinarci quanto più a questo insegnamento.
Se poi non sarà compreso, che è possibile, non fa nulla, partiti con quell’intento, con grazia, soavemente andiamo avanti, è l’intento che farà la differenza e nell’amore ci si ritrova sempre.
Con un abbraccio, buona giornata
Alessandra
Nell’immagine: il rudere Trosky in cui spiccano le sue due torri in mezzo a un mare di nebbia (dal sito visitczechia)


