
Quali nomi si utilizzano in Mappa?
(audio a disposizione su telegram in Scuola Numerica canale)
Buongiorno a tutti,
il caffè coi numeri di oggi risponde a una richiesta di chiarimenti riguardo ai nomi da utilizzare nella redazione di una Mappa Numerologica.
Ricordo che esiste già un video dedicato a questo argomento, nel quale faccio riferimento anche all’atto creativo che affidare un nome porta con sé. Qui mi accingo a riportare le regole generali con doverosa premessa che ogni caso deve essere considerato nella propria unicità, non soltanto della persona ma del momento che quella persona esprime.
Tornando alle indicazioni di base, nel momento in cui mi accingo a redigere la mia mappa come prima fase terrò presente i dati che risultano nei documenti verificando se esistono difformità tra documenti e realtà:
- nella data di nascita
- nei nomi (esempio nomi doppi nei documenti che vengono nella pratica utilizzati come nomi semplici)
Di regola in questi casi si redigono due mappe, una corrispondente allo stato di fatto e una corrispondente a quanto si desume dai documenti.
I dati dei documenti sono riferiti alla nostra relazione con il sociale, alla ufficialità e quindi l’esteriorità, mentre quelli effettivi parlano più della nostra interiorità.
Nei casi in cui vi sia un cambio di nome nel corso dell’esistenza – perché lo si richiede, per matrimonio o per adozione – si potrà estendere l’osservazione tenendo conto:
- del tempo trascorso (se è passato poco tempo è possibile che non la si riscontri ancora come attiva),
- della relazione stessa (il grado di accettazione di quel nome che subentra, perché la mia accoglienza o resistenza può influire sullo spazio d’azione di quelle vibrazioni).
Quindi esistono diversi livelli di approfondimento, ad una prima analisi sulla base della mia esperienza attuale affermo che è utile partire dai dati effettivi in questo momento. Solo dopo e se richiesto e necessario potrà essere utile procedere ad una estensione (per non correre il rischio di alimentare la confusione quando invece i numeri ci aiutano a portare ordine).
In un secondo momento, dunque, può diventare utile una comparazione tra i dati attuali e i precedenti, osservando se e come le energie esistenti hanno caratterizzato la mia vita o le mie relazioni.
D’obbligo qui ricordare che il nostro indagare deve sempre essere rivolto alla osservazione, per conoscere senza identificarsi in ciò che incontriamo ma tenendo presente che i numeri di sfide e talenti rappresentano strumenti e qualità che abbiamo a disposizione per un certo tratto.
Un livello ancora più approfondito potrà riguardare la “Mappa Transgenerazionale” in cui l’analisi abbraccia i cognomi di genitori e nonni e ad ogni caso va dedicata tutta l’attenzione e osservazione perché ciascuno di noi è un mondo.
L’approccio è sempre quello della neutralità, sia se stiamo osservando la nostra mappa sia quando ci si è già assunti la responsabilità di prepararla per altre persone. Nostra sarà la responsabilità della raccolta dei dati, della osservazione, della analisi quanto più competente, completa e neutrale possibile, affinché sia il ricevente l’unico responsabile della sintesi e del riconoscimento.
Aggiungo che l’esperienza di questi 25 anni di studio, osservazione e restituzione di Mappe mi ha portata a osservare come – rafforzato proprio dai cambiamenti di cognomi, nomi, pseudonimi – vi sia un fil rouge: c’è un progetto d’anima che emerge e trascende tutto ciò che in questo tratto d’esistenza ci accompagna come mantra. Evidenziato come costante tra i cambiamenti stessi affiora il tema fondamentale con cui in questa incarnazione è importante che ci si confronti. Quindi tanto vale accoglierlo, onorarlo e, se necessario, tramutarlo e risolverlo.
Un abbraccio, a presto ritrovarci Alessandra



