
“Come un fiore che per amore non può che fiorire”
Accade che taluni archetipi dominanti, ovvero tali in quanto massicciamente presenti nella Mappa Numerologica, diventino problematici nell’esistenza in forza dell’attivazione di un processo di identificazione. In termini numerologici intendo dire che l’energia di quel particolare archetipo è forte e la personalità scivola nel sentirsi quello, che di fatto non è che una “forma senza contenuto” (definizione di archetipo di Jung) ed una soltanto delle possibili modalità di manifestazione di cui lo spirito dispone in questo tempo d’incarnazione.
Gli eccessi che la Mappa Numerologica evidenzia sono i primi di cui occuparci per l’azione fondamentale di riportare l’equilibrio. Poi ci sono le carenze, i vuoti, gli aspetti della personalità da integrare, ma questo viene in un momento successivo.
Spesso troviamo eccessi e carenze – con le dinamiche comportamentali conseguenti – derivanti dalla discendenza, ovvero sono caratteristiche che si ritrovano anche nei familiari (non a caso li abbiamo scelti). Sono le volte in cui sentiamo affermare “sono fatto così, è il mio carattere, era così anche mio padre/madre, nonna/nonno” come se fosse una questione ineluttabile, di cui però in tal modo si diventa prigionieri. Se affermo di non poter agire diversamente, allora sto reagendo e sono suddito di una modalità schematica, sclerotizzata e disfunzionale, nel senso che la applico anche se mi rendo conto che non fa del bene né a me né a chi mi circonda.
Rendersene conto è il primo passo, infondo se mi rendo conto d’aver sbagliato strada è inutile proseguire ostinatamente, allontanandomi sempre di più dalla meta e soprattutto dalla possibilità e dal diritto di una vita felice.
Certo serve coraggio e anche l’umiltà dell’ammissione, poi servono la certezza di poter cambiare e la forza di volontà per scegliere di trasformare quel che deve. Per farlo c’è un ingrediente indispensabile: la coscienza d’essere un essere spirituale che sta facendo un’esperienza terrena. Questo presuppone l’apertura allo spirito se no restiamo parziali e questa trasmutazione da terra-terra non si può compiere.
È una fioritura, una corolla che si apre verso il Cielo e radicata a Terra, e in tal modo le forze cosmiche giungono e il flusso riprende a scorrere e abbiamo così speranza di dar nuovi frutti, sani, nutrienti, la vita stessa ritrova il senso. E noi siamo proprio “come un fiore che per amore non può che fiorire”.
Buona fioritura a tutti, ci sostengano le energie attive nell’opera alchemica da attuare nella vita, che parte dal sincero intento.
Alessandra Pizzi
Nell’immagine un bocciolo di rosa, dal colore rosa intenso, e sullo sfondo un laghetto montano riflette il cielo portandolo in terra specchiato



